ITALIAN REALITY

by lunedì, ottobre 24, 2016
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The elders speak in front of their houses. Fiery and full of commitment conversations, gestures, loud and that “dance of hands” that only an Italian can do.

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A nonagenarian lady with her precious head scarf walking proud along the streets, whose wrinkles tells about story full of sacrifice, dedication and love for her family. And the guys wearing jeans “with more tearing that fabric”, smoking with taste cigarettes who applied to a passersby, walk fast and jump towards their scooters. Grandmothers discuss worry about which delicious food they have to prepare to their sons and grandchildren. The streets in an endless up and down dance, descents and ascents testifying the fatigue and effort of those who, like me, occasionally, insist in bringing a minimum heel. The melancholy silence, broken by the sound of the bell tower, on time, reminds the entire city its centuries-old existence and that, therefore, we are in a small village in the beautiful Italian countryside.

These pictures were taken in my traditional refuge in Maenza, a small and ancient village near Rome, which is the cradle of my husband’s family.

By now, even this place I can call home, even here I find a warm and welcoming atmosphere that awaits me as I arrive from Rome with luggage full of fatigue and stress, and it is here that I find the best chocolate bombs around the world … and this is not a trivial matter.

Living Italy and its villages is not a granted and boring everyday experience. It is a way of life, a sensory, visual, culinary and any other sphere experience, because here even those two fingers of espresso, “to be done as God commands” (as my father in law always says), represent a moment to be enjoyed slowly and in a sacral manner.

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ITALIAN REALITY

Gli anziani parlano davanti alle case. Conversazioni infuocate e piene di impegno, gesti, alta voce e quel “ballo delle mani” che soltanto un italiano sa fare; una signora ormai novantenne con il suo prezioso foulard in testa cammina fiera lungo le strade, le cui rughe raccontano la sua storia piena di sacrificio, dedizione e amore per la propria famiglia. E i ragazzi indossando dei jeans “con più strappi che tessuti” e fumando gustosamente le sigarette che hanno chiesto a qualche passante, camminano veloci e saltellano verso i loro motorini. Le nonne discutono preoccupate su quale deliziosa pietanza devono preparare ai loro nipotini e figli. Le strade ballano in un infinito su e giù, discese e salite che testimoniano la stanchezza e fatica di chi, come me, ogni tanto, insiste nel portare un minimo tacco. Il silenzio malinconico, rotto dal suono del campanile che, puntualmente, ricorda a tutta la città la sua esistenza secolare e che, quindi, stiamo in un piccolo paesino della meravigliosa provincia italiana.

Queste foto sono state realizzate nel mio tradizionale rifugio, a Maenza, un piccolo e antichissimo paesino vicino a Roma che è la culla della famiglia di mio marito. Ormai anche questo luogo lo posso chiamare casa, anche qui trovo un ambiente caldo e accogliente che mi aspetta mentre arrivo da Roma con i bagagli pieni di stanchezza e stress, ed è qui che trovo le migliori bombe al cioccolato di tutto il mondo…e questo non è da poco.

Vivere l’Italia e i suoi paesini non è un’esperienza quotidiana scontata e noiosa. E’ uno stile di vita, una esperienza sensoriale, visiva, del palato e di qualsiasi altro ambito, poiché qui anche quelle due dita di caffè espresso che deve essere “fatto come Dio comanda” (cit. mio suocero) sono un momento da gustare lentamente e in maniera sacra.

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